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Elementi illustrativi

 

L’edificio è stato misurato con i metodi del rilievo geometrico tradizionale ed i risultati sono stati confrontati con quelli già disponibili, provenienti in parte anche dalla letteratura (A. Cane, Tracciati esterni ed ambienti interni per un percorso alternativo , Tesi di Laurea in Strumenti e metodi per il Rilievo Architettonico, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, a.a. 1987). Particolare attenzione è stata dedicata all’individuazione qualitativa degli elementi visibili attinenti ai processi di trasformazione del fabbricato, con particolare attenzione alle finestrature tamponate ed alle dinamiche costruttive delle cappelle laterali e degli edifici attigui.
I risultati dell’attività del rilievo geometrico sono stati attentamente confrontati con gli esiti della estesa ricognizione sui documenti di archivio che, a partire dal 1993, hanno impegnato in successive fasi di approfondimento l’attività di ricerca. La ricerca d’archivio ha consentito anche di individuare le progressive trasformazioni dell’edificio con informazioni precise sui materiali originari, le sostituzioni avvenute e le datazioni relative. I dati ricavati hanno consentito di completare il quadro dei materiali e delle tipologie costruttive impiegate per la costruzione della chiesa, anche quando esse non erano rilevabili direttamente perché inaccessibili o perché sostituite nel corso degli anni. Gli elementi ed i dati raccolti sono stati sistematicamente verificati in corso d’opera attraverso ulteriori aggiornamenti in termini di riscontri, conferme e confutazioni, con riferimento soprattutto alla progressiva verifica delle stratificazioni costruttive e decorative, già parzialmente riscontrate in sede di rilievo, attraverso l’impiego dell’osservazione empirica dei dati qualitativi.


In sede preliminare si è provveduto alla redazione di una mappa dei fenomeni di degrado rilevabili. Nel corso del cantiere si è provveduto alla rilevazione puntuale dei fenomeni di sollevamento e di lesione degli intonaci ed alla perimetrazione delle lacune e delle integrazioni incoerenti, l’individuazione dei distacchi delle pellicole pittori e l’estensione delle efflorescenze saline e delle porzioni di murature ancora interessate da fenomeni di umidità, l’individuazione delle caratteristiche dei materiali impiegati per la definizione degli apparati decorativi parietali interni ed esterni.


Alcune indagini in corso d’opera sono state orientate alla caratterizzazione degli intonaci e delle superfici decorate, con lo scopo di effettuare una analisi microstratigrafica dei campioni prelevati mediante l’analisi microscopica in luce riflessa e l’analisi mineraligico-petrografica quantitativa al microscopio ottico polarizzatore (eseguiti per conto della ditta Rosellini Restauri s.a.s. a cura del Dr. Paolo Cornale presso C.S.G. PALLADIO srl, Consulting Scientific Group, Vicenza, 2001). Il cantiere archeologico ha rappresentato una occasione di conoscenza preliminare sulla consistenza strutturale delle fondazioni dell’edificio.


Gli interventi conservativi sugli apparati decorativi parietali e sugli arredi lignei della chiesa sono stati preceduti da una serie di lavori a carattere prevalentemente manutentivo riguardanti le coperture della chiesa e i prospetti laterali in mattone a vista, al fine rimuovere i fattori all’origine dei fenomeni di degrado e garantire la protezione degli interventi da eseguire. Le opere relative alla pavimentazione della chiesa sono consistite nella costruzione di un nuovo pavimento, con impiego di piastrelle in cotto di consistenza e forma simile a quelle ritrovate sotto il pavimento in piastrelle di cemento del 1901, completamente sfaldato in quanto appoggiato su sottofondo terroso molto umido. I lacerti del vecchio pavimento, rinvenuti nel corso degli scavi archeologici e per i quali si rimanda alla sezione del volume appositamente curata, non consentivano per estensione e grado di conservazione il loro recupero funzionale. Il materiale ritrovato è rimasto in situ negli strati tra la volta delle cantine e il nuovo pavimento. Nello strato di sottofondo del pavimento sono state installate le reti tecnologiche. Gli interventi di tipo manutentivo e la caratterizzazione del nuovo pavimento si sono posti come obbiettivo la conservazione delle tipologie costruttive e dei materiali della chiesa, con limitate sostituzioni e reimpieghi. Sono stati quindi eseguiti, con modalità e fasi di intervento attentamente coordinati, lavori di tipo specialistico e per i quali si rimanda alle relative schede tecniche. Gli interventi hanno riguardato la conservazione degli intonaci e degli apparati decorativi parietali, con il mantenimento delle superfici pari all’esistente e con attente applicazioni di tipo critico. Si è proceduto a lavori di tipo prevalentemente manutentivo sui principali arredi lignei ancora conservati nella chiesa e sull’insieme dei suoi serramenti, operando anche in questo caso senza sostituzioni o adattamenti. Si sono infine sottoposti a restauro conservativo le due tele ancora presenti nella chiesa, appartenenti al ciclo settecentesco dedicato alla Sacra Famiglia e collocato nel presbiterio e nel coro della chiesa.